Rendicontazione 5 per mille: il Ministero del lavoro ha fornito chiarimenti circa l'adempimento contabile
Il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali ha fornito chiarimenti in merito alla rendicontazione del 5 per mille posti da CSVnet. Inoltre è stata aggiunta una nota di approfondimento sui costi sostenuti prima del saldo del 5 per mille.
QUESITO A - Rendicontazione dei costi sostenuti prima del saldo del 5 per mille
Sono rendicontabili i costi sostenuti successivamente alla comunicazione degli importi da parte dell'Agenzia delle Entrate, ma precedentemente all'incasso del 5 per mille?
Se non si riesce a spendere l'intero importo nell'anno di tempo, quali sono le conseguenze? E' plausibile che si possa chiedere al Ministero l'inserimento nelle istruzioni di una procedura di proroga?
In considerazione dei seguenti fatti:
- i tempi di saldo delle quote del 5 per mille da parte dei ministeri competenti sono ad oggi abbastanza dilatati e non certi;
- le banche considerano la pubblicazione delle liste con gli importi una sorta di titolo di credito a favore delle organizzazioni iscritte;
- anche i professionisti (commercialisti e revisori) li considerano tali e invitano le organizzazioni a riportare le somme o come crediti verso lo Stato o nei conti d'ordine;
- la fungibilità del "bene denaro", come richiamata da ultimo anche da Corte di Cassazione 546/2011, concetto che riduce le somme a qualsiasi titolo incassate su un conto corrente di un ente possano essere usate indistintamente dalla loro provenienza, anche in presenza di un vincolo di destinazione precedentemente imposto;
- i testi dei DPCM relativi ai 5 per mille 2008 (19.3.08) e 2009 (3.4.09), negli articoli concernenti l'obbligo di rendicontazione delle somme, usano termini differenti in merito alla natura delle somme e alla rendicontazione delle stesse; nel 2008 si parla di rendicontare "l'effettivo impiego delle somme percepite", mentre nel 2009 si legge di "destinazione delle somme ad essi (enti) attribuite", concetto ribadito nel DPCM 23.4.10, valido anche per il 5 per mille 2011;
si ritiene che gli enti iscritti alle liste del 5 per mille ai quali siano stati comunicati gli importi delle somme assegnate dai contribuenti (comprensive dei cd "resti") possano sostenere costi relativi alle attività generali o progettuali, specificando che saranno sostenuti dal 5 per mille di cui hanno già conoscenza dell'importo (che pertanto è stato agli enti già attribuito, come riporta il DPCM 3.4.09) chiedendo anticipazioni bancarie per detti importi utilizzando fondi propri e rendicontare pertanto detti costi attraverso il modello proposto dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali.
RISPOSTA
La risposta a questo quesito può essere trovata alla pagina 5 delle Linee guida, nel paragrafo intitolato "Voci di spesa del fac-simile di rendiconto".Nel primo capoverso il Ministero ha inteso precisare che:
il rendiconto in questione riguarda esclusivamente i costi sostenuti con la quota del 5 per mille dell'Irpef;
tali costi possono derivare anche da obbligazioni che il soggetto beneficiario abbia assunto prima di aver riscosso il beneficio, ossia in qualsiasi momento anteriore a quello in cui il soggetto sia entrato nella materiale disponibilità della somma (quindi, anche prima della pubblicazione della lista dei beneficiari con i relativi importi da parte dell'Agenzia delle Entrate).
QUESITO B - Utilizzo di somme oltre il termine dell'anno dal loro ricevimento
Presso i Centri di Servizio, si è riscontrato che vi sono organizzazioni che temono di non riuscire ad utilizzare (spendere) le somme ricevute entro il limite stabilito per la rendicontazione.
Le ragioni di queste difficoltà sono:
- i tempi non certi di saldo delle quote del 5 per mille;
- la volontà di molte organizzazioni di non accedere ad anticipazioni bancarie e comunque di non avere debiti;
- l'evenienza che le somme destinate dai contribuenti siano - rispetto al normale flusso di entrate dell'ente - particolarmente significative, e pertanto vi sia necessità di destinarle a progetti speciali la cui formulazione e realizzazione richiede un lasso di tempo maggiore all'anno.
In considerazione di dette necessità, si chiede al Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali di inserire nelle istruzioni la possibilità per le organizzazioni di utilizzare una proroga di un ulteriore anno:
a. stabilendo l'obbligo da parte delle organizzazioni che intendono chiedere una proroga di comunicare detta richiesta al Ministero;
b. ridefinendo le ipotesi di sanzioni definite nelle linee guida alla rendicontazione;
c. proponendo eventualmente una modifica dei DPCM ove statuiscono l'obbligo di rendicontazione entro un solo anno dalla loro percezione, considerando peraltro che il Ministero della Salute ha previsto, andando evidentemente oltre i termini del DPCM, una rendicontazione preventiva e una a consuntivo da inviare "entro il 31 gennaio dell'anno successivo a quello di conclusione di ciascun progetto".
RISPOSTA
Nell'elaborare le Linee guida il Ministero si è posto il problema contenuto in questo quesito e ha rivolto richiesta di parere all'Ufficio Legislativo.
IN QUALI VOCI INSERIRE DETERMINATE SPESE
In merito all'attribuzione dei costi alle singole voci proposte dal Ministero due aspetti risultano di maggiore controversia:
a. dove collocare le collaborazioni a progetto
b. come meglio definire l'ambito 5, quello delle erogazioni ad enti terzi
QUESITO A - Collaborazioni a progetto
Si è convenuto che le collaborazioni a progetto possano essere collocate:
- nella voce di costo 1, nel caso siano legate ad una funzione continuativa dell'ente;
- nella voce 5, nel caso dette collaborazioni siano riconducibili ad un progetto particolare.
QUESITO B - voce 5, altre voci di spesa
Si ritiene che la rubrica della voce 5 dovrebbe essere meglio esplicitata, in quanto non pare essere per nulla "residuale".
Dalla lettura della vita delle organizzazioni e delle Linee Guida, sembrerebbero ricadervi:
a. progetti
b. erogazioni di borse di studio
c. acquisto di beni da destinare a favore di altri soggetti (enti pubblici o altri enti non profit).
RISPOSTE
Il fac-simile predisposto dal Ministero intende essere un modello di rendiconto per tutti i soggetti tenuti alla sua formulazione ed in particolare per quelli che non abbiano alcuna esperienza di rendicontazione delle proprie attività e costi ad un soggetto esterno: con il "modello" si intende pertanto fornire un esempio relativamente sia al contenuto del documento che alla organizzazione in esso delle informazioni, dal quale, tuttavia ci si può discostare per esigenze di chiarezza e completezza senza incorrere in alcuna conseguenza di carattere sanzionatorio.
Arrivando al primo punto del quesito, i Centri di servizio hanno dato una corretta indicazione suggerendo di collocare diversamente la voce di spesa in questione a seconda dell'ambito di attività in cui è stato collocato il rapporto di lavoro.
Quanto al secondo punto del quesito, si deve precisare che la voce di spesa intitolata "Altre voci di spesa riconducibili al raggiungimento dello scopo sociale" viene definita nelle Linee guida "residuale" rispetto a quelle che la precedono: nel modello di rendiconto, infatti, le prime tre voci fanno riferimento a quei costi per lo svolgimento delle specifiche attività legate allo scopo sociale, previste dallo statuto. Pertanto, nella voce di spesa in questione potranno essere inseriti i costi non solo delle attività indicate nel quesito ma anche di altre. Inoltre, si precisa che la mancanza di un elenco dettagliato di attività i cui costi sono da inserire nella voce in questione discende dalla volontà di non ingenerare l'idea che si tratti di una enunciazione tassativa.
3 - APPROVAZIONE ED INVIO DEL RENDICONTO
Le questioni poste sono state:
a. chi approva il rendiconto
b. l'invio per posta elettronica certificata è obbligatoria o, in sua mancanza, la documentazione può essere inviata con raccomandata a/r.
QUESITO A - Approvazione del rendiconto
L'organo competente all'approvazione del rendiconto è il Consiglio Direttivo (o Consiglio di Amministrazione), l'organo quindi cui è delegato il compito di amministrazione.
E' opportuno che i revisori verifichino il resoconto prima della presentazione dello stesso all'organo di amministrazione.
Si è anche suggerito, per dare data certa alla delibera e "provare" la sua approvazione nei termini, di registrare l'atto o di farselo timbrare presso un qualsiasi ufficio postale.
QUESITO B - Invio per PEC
Chi è obbligato ad inviare la documentazione al Ministero, potrebbe avere difficoltà a gestire una PEC.
Per ovvie ragioni di praticità il Ministero preferisca acquisire i dati in formato elettronico, e al tenore letterale delle istruzioni alla rendicontazione, dato che a pagina 7 si legge "si raccomanda la trasmissione per posta elettronica ...", si ritiene che ciò sia un auspicio. La frase peraltro prosegue con "... che deve avvenire dall'indirizzo di posta elettronica certificata (PEC) del rappresentante legale ..."; da ciò si comprende che se un ente intende inviare i dati in formato digitale deve usare la PEC. Ciò che non si comprende è la ragione per cui non sia previsto un eventuale intermediario, o altro soggetto cui venga data delega all'invio da parte del rappresentante legale. Se lo si prevedesse, le organizzazioni sarebbero certamente più favorevoli ad inviare la documentazione in formato digitale.
RISPOSTE
Il rendiconto circa la destinazione delle quote del 5 per mille dell'Irpef non costituisce un documento contabile al pari del bilancio, secondo la disciplina contenuta negli articoli 2423 e seguenti del c.c., e, pertanto, ai fini della sua validità non è richiesta alcuna particolare forma di approvazione.
Nelle Linee guida si raccomanda l'utilizzo della posta elettronica certificata per la trasmissione del rendiconto e, al fine di garantire l'identità del mittente, secondo la normativa in materia, si richiede che il titolare dell'account sia il rappresentante legale. Tuttavia, pur se non precisato, ugualmente valida è la trasmissione dell'account di posta elettronica certificata dell'ente (si procederà appena possibile a specificarlo nelle Linee guida).
NOTA IMPORTANTE
Come si sarà riscontrato dalla lettura del testo, su alcuni dei punti trattati risultano auspicabili ulteriori approfondimenti. In particolare il riferimento è a uno dei nodi fondamentali e più dibattuti, ovvero quello relativo al primo quesito sulla "formazione del rendiconto lett. a)" in merito a cui restava da accertare se, oltre alle obbligazioni assunte precedentemente all'erogazione della quota del 5 per mille, possano essere rendicontate anche le spese sostenute prima dell'erogazione del 5 per mille.
Su questo tema ci giunge ulteriore comunicazione scritta del medesimo Ministero, il quale conferma che le organizzazioni possono rendicontare anche le spese sostenute nel periodo che va tra la data di pubblicazione degli elenchi dei benificiari e l'erogazione del contributo.
Il Ministero riferisce, infine, di prevedere di riportare questo ed ulteriori elementi di chiarimento in successive specifiche comunicazioni di carattere ufficiale.
Poste Italiane ha emesso, a partire dal 4 ottobre 2011, un francobollo autoadesivo da 75 centesimi dedicato alla celebrazione dell’Anno Europeo del Volontariato.
L’iniziativa si inserisce fra quelle incoraggiate dal Consiglio dell'Unione europea con la Decisione del 27 novembre 2009 che, nel proclamare il 2011 quale Anno europeo delle attività di volontariato che promuovono una cittadinanza attiva, ha posto fra i principali obiettivi quello di sensibilizzare i cittadini europei al valore e all’importanza del volontariato in quanto espressione di partecipazione civica e prezioso contributo allo sviluppo armonioso della società e la coesione sociale.
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Gli orizzonti strategici della cooperazione italiana e il ruolo della provincia di lodi in tema di cooperazione
Giovedì 10 novembre - la giornata di formazione organizzata dalla Provincia di Lodi ha la duplice funzione di consentire ai partecipanti di confrontarsi su due temi di attualità per chi vive il mondo della cooperazione e della solidarietà internazionale: gli orizzonti strategici della cooperazione internazionale e il ruolo sempre più impattante della cooperazione decentrata. Il seminario si prefigge l’obiettivo di rispondere ad alcuni quesiti cruciali che
stanno a cuore di chi lavora nel settore, ma anche a chi si avvicina a questo mondo per passione, esperienze nel sud del mondo o per curiosità. L’intento è pertanto di cercare di dare voce ad alcune domande: dove sta andando la cooperazione internazionale oggi? Quale futuro? Con che risorse economiche? Come creare nuovi partenariati e quale futuro per le piccole/medie organizzazioni italiane?




